Pietrapertosa

Pietrapertosa a 1088 metri sul livello del mare, che ne fanno il paese più alto della Basilicata, sembra quasi scolpita nella roccia, così come scolpite sembrano le cime che l’attraversano e avvolgono e che assumono le più svariate e singolari forme dalle quali prendono il nome: L’Aquila Reale, L’Incudine, La Grande Madre, La Civetta…..

Storia e Arte
Di grande interesse storico ed artistico sono, il Convento di San Francesco costruito sui resti di una fortezza romana, la Chiesa di San Francesco in stile gotico, la Chiesa Madre dedicata a San Giacomo, il santo patrono, con affreschi risalenti al 1300 e la Cappella dell’Assunta che conserva una statua lignea della Madonna.

Il Castello
Antica fortificazione costruita fra le rocce , domina sull’abitato con il suo torrione (utilizzato in passato per gli avvistamenti), e offre una postazione privilegiata dalla quale più che mai si riesce a comprendere perchè Pietrapertosa viene definito un “borgo sospeso fra cielo e terra”….

Principali feste religiose e tradizioni
13, 15 e 16 giugno Il “Mascio” e la festa di Sant’Antonio.
Il Mascio è un antico rito arboreo, consistente nel “matrimonio” tra il “Maggio” (un tronco di cerro) e la “Cima” (un cespuglio di agrifoglio), scelti nel vicino bosco e incoronati come il Re e la Regina. Trasportati in paese da diverse coppie di buoi, che giunti a destinazione vengono ornati di fiori e nastri in senso di ringraziamento per la fatica fatta, si procede all’innesto tra i due, e quindi all’innalzamento con grosse funi, mentre si festeggia con musica, vino e biscotti. Può dunque aver inizio la gara della scalata con cui si conclude il rito tra gli applausi e l’incoraggiamento dei tifosi.

25 luglio San Giacomo (festa patronale)

10 e 11 agosto “ Sulle tracce degli Arabi ”
E’ l’evento con cui il paese ricorda il passaggio degli arabi dal suo territorio rivivendone le usanze. E così l’antico quartiere dell’Arabata, si immerge in una magica atmosfera da mille e una notte, fra spettacoli di fachiri, incantatori di serpenti, mangiatori di fuoco e odalische, che, avvolte in coloratissimi costumi volteggiano nell’aria, tra i sapori e i profumi dell’Oriente.

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